AMORE

 1) “Ti amo, sposiamoci, facciamo una famiglia, creiamo dei figli e viviamo felici, educandoli e vedendoli crescere.” Quante volte io e  la mia ragazza ci ripetiamo questa frase alla quale segue un guardarci in faccia con grande tristezza perché sappiamo che si tratta di un sogno, allo stato attuale, pressoché irrealizzabile. Ma che ne sanno gli adulti delle angosce che costellano la vita dei giovani che coltivano “ideali obsoleti” per la moderna civiltà dei consumi, della morale fai da te,  della scienza che promette felicità parlando molto della mente, che in realtà non sa cosa sia? I mass media vanno a gara nel parlare diffusamente degli alterni amori dei VIP, delle loro scappatelle, delle scollature delle giovani in cerca di celebrità, dei giudizi viperini che si scambiano le professioniste dell’amore della società bene,  le avventure sessuali delle dive del cinema e della televisione… tutta gente i cui sogni sono ben lontani dai nostri modesti e tradizionali, ancorati come sono alla poesia della realtà di tutti i giorni. Ci chiediamo spesso dove il nostro amore, semplice e pulito, possa attingere le risorse necessarie per tradursi in realtà senza allinearsi alla logica dei  mass media. È una domanda assurda la nostra; una domanda di giovani legati alla tradizione di un amore vissuto con i soli lustrini della fedeltà che continua a tenersi per mano attraversando una società ricca di luccicanti richiami e di artificiali passioni?

                                                                                                                                    Angelo R.   

 

 

 2) Ho 16 anni, sono figlia unica, ed ho un papà al quale voglio un bene del mondo. La domenica sera abbiamo preso da tempo la buona abitudine di parlare seduti sul divano l’uno di fronte all’altro, mentre la mamma sbriga le faccende domestiche.. Da tempo stavo ponendomi le cosiddette domande esistenziali donde vengo, dove vado, che ci sto a fare al mondo… E infine cos’è l’amore, come si riconosce quello vero, come costruire un rapporto autentico come quello che unisce i miei genitori da molti anni e che a volte traspare dal come si guardano, come si sfiorano, come si interessano continuamente l’uno dell’altro e insieme come si interessano continuamente di me. È vero, non sempre mi capiscono fino in fondo, ma il loro approccio è talmente pieno d’amore da farmi sentire un’eterna bambina, la loro “piccola” come mi chiamano. Credo di essere una privilegiata della vita specialmente quando sento le lamentele, a volte anche irate, di alcuni compagni e compagne di scuola che dicono di sentire i loro genitori lontani dai loro problemi; li vedono combattere con la vita, a volte combattersi l’un l’altro accusandosi reciprocamente di incomprensione, e in alcuni casi più gravi ipotizzando il tradimento:un’ipotesi che  appena formulata scatena a volte liti furibonde. I genitori della mia amica del cuore stanno divorziando; quando lei me l’ha confessato piangendo, arrivando addirittura a minacciare il suicidio, non ho saputo far altro che abbracciarla  e tenerla così, in silenzio, per decine di minuti. La verità è che non so cosa dirle, vorrei comunicarle un po’ della mia felicità che allora mi appare in tutta la sua pienezza e mi fa venir voglia di correre da mamma e papà, di abbracciarli forte forte e gridare loro: Grazie! Grazie! per l’amore che mi volete e riversate a piene mani su di me, facendomi sentire come quel cucciolo di cane che mi avete appena regalato quando mi salta in braccio e mette la piccola testa sotto la mia ascella per goderne bene il tepore, e poi di tanto in tanto mi guarda con due occhi così espressivi da strapparmi una valanga di carezze. La risposta alle mie domande esistenziali mi sembra implicita nell’atmosfera familiare in cui vivo: credo che l’amore sia la risposta unica per tutte, e se ci aggiungo la fede di papà e mamma allora sento di poter aprire le porte dell’infinito. Allora  mi chiedo perché tanti genitori non aprono quella porta ai loro figli; una porta dalla quale l’amore entra a fiotti portando con sé la risposta a quei molti problemi che angosciano tanti noi giovani? Eppure non posso pensare che non li amino; forse secondo la morale corrente credono che i loro bisogni consistano nelle mance generose, nei telefonini di ultima generazione, nell’abbigliamento alla moda, e nei casi più fortunati nel motorino o addirittura nella macchina; e infine nelle vacanze all’estero con gli amici trascorse in piena libertà. Se non che questa loro superficiale idea dell’essere umano non riempie il vuoto che a volte porta i giovani a compiere gesti estremi, o ad imboccare sentieri del non ritorno. E mi viene fatto di pensare che siano i genitori ad avere bisogno di genitori che li educhino alla realtà della vita. 

All’origine di queste odissee forse l’uso di un preservativo avrebbe potuto risolvere anticipatamente molti problemi.

 

                                                                                                                                            Laura N.

 3) non ti amo più… Sei stato una delusione per me… Non sai cosa sia l’amore… Fra noi tutto è finito.  “. Così la mia fiamma, una bella biondina di vent’anni ha licenziato il suo partner di 22 senza tanti complimenti: il tutto è avvenuto alcuni giorni fa. Io sono rimasto sbalordito, e mi chiedevo con angoscia che cosa avevo fatto di male per meritarmi questo licenziamento in tronco. Ero sempre stato affettuoso, premuroso, cercando per quanto possibile di prevenire i suoi desideri, trattandola con garbo…

Un po’ di tempo dopo il “licenziamento” l’ho incontrata per caso al supermarket e le ho chiesto a bruciapelo “scusa  tanto, posso sapere cosa ho fatto di male?. Lei mi ha guardato negli occhi con un sorriso sarcastico e mi ha detto “ma tu solo non sai che il sesso è la prova dell’amore? Quando mai mi hai fatto sentire la tua passione sessuale per me? Quando mai mi hai chiesto se volevo essere tua?… Sì, ci sei andato vicino qualche volta, ma la passione che volevo sentire e realizzare non si è mai realizzata!”. L’ho interrotta dicendo “ma io ti desideravo… ma pensavo che la purezza del mio amore mi facesse apprezzare da te; senza fare il puritano, e tu lo sai bene. Anche perché io pensavo ad un futuro insieme, non ad una avventura di passaggio…” Lei ha replicato “ma tu sei fermo al Medio Evo mio caro, alla donna angelicata, alla dantesca Beatrice, alla donna che predicano i preti e poi… Se non lo capisci da te fattelo spiegare da qualcuno che ha la testa più moderna della tua. 

Ciao!”. E se n’è andata piantandomi in asso per la seconda volta, sbalordito come un cretino.

Io penso alla bellezza dell’amore, alla condivisione di interessi spirituali, certo anche del sesso ma come coronamento di un sogno condiviso, come un donarsi reciprocamente non come un “ti vogliou” ma piuttosto come un “mi dono a te” e tu “ti doni a me”: il tutto in una dimensione spirituale e come tale profondamente umana e  capace di resistere alla corrosione del tempo. Sono fuori dalla realtà? E se ci metto un po’ di Dio nell’amore fra due creature che vogliono il sesso come il Cantico dei Cantici sono decisamente scemo?. Mi sono sfogato con mio nonno che pur non essendo stato in gioventù uno stinco di santo ha una visione nobile e spirituale della vita. Mi ha ascoltato in silenzio e poi mi ha detto “hai ricevuto una grazia, come dicono quelli credenti come te”. Mi ha offerto un cioccolatino e ha ripreso a  leggere il giornale.

                                                                      

 

                                                                                                                                         Fabrizio M.