DONNA

 1) Sedendo al bar, un giorno mi giunse  all'orecchio la vicenda di una giovane di cui stavano parlando un gruppo di ragazze: poiché erano vicine a me, e per di più parlavano a voce alta, mi fu  possibile udire tutto il racconto. Riguardava una ragazza da pochi  giorni  assunta presso una ditta  come segretaria; era felice perché  quel lavoro di fiducia le piaceva particolarmente, anche perché rivestiva una certa importanza all’interno dell’ azienda. Il suo giovane capo, dopo averla direttamente assunta, dimostrava verso di lei  grande attenzione e particolare gentilezza, nonché apprezzamento per la qualità del suo  lavoro. Se non che  una sera le  chiese di fermarmi oltre l’orario; rimasti soli in ufficio  dopo il lavoro il capo “gentile”  senza tanti complimenti le mise le mani addosso trascinandola in una stanza vicina allo studio dove c’era un letto sul quale la  scaraventò senza troppi riguardi. La violenza subita fece star male  la giovane per una settimana intera; non ebbe  il coraggio di denunciare il fatto  per paura di perdere il lavoro. A questo punto del racconto, Improvvisamente, mi accorsi di essere in ritardo, per cui dovette andarmene velocemente ignorando così la fine della vicenda. Vorrei farvi riflettere sulla violenza che caratterizza non pochi posti di lavoro. È un delitto essere giovani, di bella presenza, non prive di intelligenza e di capacità lavorative? Cosa dovrei fare per conciliare avvenenza, competenza, voglia di carriera, desiderio di rispetto? Stando alla cronaca l’avventura che ho narrato non rappresenta un caso isolato; non poche ragazze subiscono  tentativi analoghi: anche se a volte sono riuscite a sfuggire all’aggressore, in alcuni casi denunciandolo, rimangono tuttavia “segnate dentro” a lungo. Io credo che i responsabili dell’informazione dovrebbero sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica su questo aspetto della nostra società, cosiddetta moderna e democratica.

                                                                                                                                                          Tiziana B.

 2) Io non sono contro gli uomini sono contro gli uomini che sono contro le donne e basta guardarsi in giro per trovare degli esempi molto significativi. Dopo essermi laureata e aver conseguito un master sono riuscita a vincere un concorso prestigioso che mi ha attirato i complimenti di personalità scientifiche e culturali molto in vista in considerazione dalla mia giovane età. Già, perché essere contemporaneamente giovane, donne e per di più affermate, in un campo dove gli uomini hanno sempre stravinto o…… non è cosa di ordinaria amministrazione. Anche la Chiesa  ultimamente ha avvertito la necessità di valorizzare la donna non solo come grembo di Dio ma anche come intelligenza e capacità di influenzare positivamente la crescita del mondo e della stessa Chiesa, facendo tesoro della propria sensibilità, capacità intuitiva e realizzativa. Sto seguendo un gruppo di ragazze destinate ad affermarsi nella società perché particolarmente dotate. In una società prevalentemente  maschilista noi donne stiamo sfondando molte paratie stagne; ultimamente anche alle Nazioni Unite ci siamo affermate alla faccia degli adoratori dei tabù. Ai ragazzi e alle ragazze scoraggiate di fronte ad una società che tende a sottovalutarne il potenziale, specialmente quello femminile, io dico di non mollare perché il mondo sarà sempre più di quelli che sanno, che sono al potere sapendo, perché l’opinione pubblica si sta rendendo conto, malgrado la manipolazione dei media, di come solo lasciando spazio ai giovani portatori di veri valori la società potrà cambiare, anche a favore dei più deboli che oggi sono oggetto di comparsate  televisive, di nebulosi programmi politici, di pomposi studi sociologici, di accorati predicozzi da parte di cultori del sacro inteso come potere anziché come servizio:e ciò malgrado l’esempio luminoso di Papa Francesco. Per usare un gergo popolare è il caso di dire che Dio ce la mandi buona, ma noi giovani dobbiamo mettercela tutta per assecondare il suo disegno.

                                                                                                                                        Federica A.