GENITORI

 1) Voi adulti dite che noi giovani non abbiamo ideali, ma vi sbagliate di grosso! È vero che la vita coinvolge i  genitori in un vortice continuativo di molti problemi, lasciando poco spazio allo stare insieme ai propri figli. Ma stare insieme per dirsi che cosa, voi vi chiederete? Se sapeste quante cose noi avremmo da chiedervi sul uomo, sulla vita, sul nostro futuro, sulle angosce che ci portiamo dentro quando vediamo una società che sa solo trasmettere violenza, sesso, denaro, competizione sfrenata per emergere a tutti i costi. Ci accusate di mancare di dolcezza;

ma cosa ne sapete voi delle nostre segrete aspirazioni, degli ideali che malgrado tutto ci affascinano e vorremmo realizzare come protagonisti; in molti casi avendovi con noi? Cosa ne sapete voi dei nostri pianti segreti di adolescenti di fronte alle delusione dell’amore che vorremmo ricevere, proprio da voi, nei momenti di solitudine ai quali cerchiamo di sfuggire grazie a quei “meravigliosi” aggeggi tecnologici con i quali tentate di conquistarci mentre in realtà, almeno così viene fatto a volte di credere, cercate di bypassare la realtà della nostra condizione se siete ricchi riempiendoci di soldi, se siete poveri rovesciandoci addosso continue  ammonizioni con riferimento a una morale che stentiamo a individuare nel mondo che ci circonda. Noi non sappiamo amare, voi a volte affermate:  ma quali sono gli esempi che questa società ci propina attraverso i mass media? non sono forse corpi di donna commercialmente esibiti, sarcastiche sottolineature di violenze verbali e fisiche, indagini giornalistiche che ci mettono di fronte alla realtà di una putredine politica e religiosa… In che cosa dovremmo credere di fronte a tutto ciò?Quando facciamo gruppo e ci isoliamo è per condividere la nostra delusione di fronte alla vita dove i cosiddetti “maestri” si rivelano spesso degli ipocriti,?Voi credete che noi non sappiamo pensare ma se sapeste leggerci dentro, e donarci il vostro ascolto attento e silenzioso , leggereste in noi una ignorata ricchezza di pensiero, che si agita nel profondo ed a volte cerca disperate risposte esistenziali proprio dagli adulti, sempre pronti a giudicare e poco ad ascoltare e cercare di comprendere.Dovreste imparare a decifrare il nostro linguaggio, forse un po’ criptico, con il quale a volte, in modo smozzicato ed emotivo proprio della nostra età, cerchiamo di esprimere al meglio l’universo che ci attraversa dentro e che ha bisogno di essere interpretato:noi vorremmo che voi, con la vostra esperienza di vita, ci aiutaste a decifrare tale universo, a tracciare un sentiero che ci faccia capire la realtà in termini di libertà, mentre troppo spesso ci vediamo costretti a vivere a rimorchio della vita.

                                                                                                                                         Antonio G.

 2) Fai il bravo se no ti metto in castigo, ed altre simili minacce... Oggi i genitori difficilmente minacciano i figli: perché non va più di moda o perché non sorte l’effetto voluto?. Da giovane, ho 23 anni, che presto sarà madre mi chiedo come dovrò educare mio figlio che nascerà fra qualche mese. I miei genitori non mi hanno mai schiaffeggiato nè  minacciato se non facevo la brava, mio padre in particolare ha sempre preferito farmi ragionare e lo faceva con tale garbo che non potevo fare a meno di dargli ascolto, anche se poi qualche volta non mettevo in pratica i suoi consigli perché volevo fare di testa mia, come del resto vedevo fare da buona parte dei miei compagni e compagne. Rimane il fatto però che mi pongo il problema dell’educare, che in un mondo ricco di tante sollecitazioni negative come quello in cui viviamo, non è problema da poco. A che punto sarà la diffusione della droga fra i giovani quando il mio bambino sarà tentato di annusarla? Quanta violenza oltre a quella abbondante già distribuita dai media, e spesso da essi esaltata, cercherà di captare l’intelligenza e la volontà di mio figlio e come potrò io evitarglielo? Le amicizie, si sa, per i ragazzi hanno un valore determinante; ma oggi su Internet gli amici di ogni tipo sono a disposizione di un clic e pronti a dialogare, in piena libertà, su qualunque tema, specialmente se di dubbia moralità. La morale: ecco il dilemma vero; quale morale dovrò insegnare a mio figlio perché viva una vita felice? A me hanno insegnato che bisogna formarsi una coscienza retta ma il sentiero da percorrere per raggiungere questo traguardo oggi sembra essere stato smarrito da gran parte dei giovani, anche perché buona parte degli adulti l’hanno lasciato da tempo, se mai l’avessero trovato. E la religione? Anche quella è in crisi e mi chiedo come farò ad indicargliela come via della vita, a convincerlo a fare tale scelta nel marasma delle migliaia di offerte gratificanti facilmente usufruibili? D’altra parte io stessa sono credente ma attraversata da non pochi dubbi; dovrò nei prossimi anni applicarmi seriamente a risolverli se vorrò indicare una strada a mio figlio per il suo bene. Da giovane madre mi rendo conto, mai come oggi, di quanto complessa sia l’avventura della vita.

                                                                                                                                    Annalisa B.

 

 3) I cosiddetti adulti, nei momenti di “lucidità mentale” si chiedono se il male di vivere dei giovani non abbia origine nel male di vivere degli adulti. Se passo in rassegna i programmi che le televisioni offrono quotidianamente, a me giovane diciottenne, e ai miei “colleghi” più giovani, vedo tutto un proliferare di programmi polizieschi che con la pretesa di dimostrare l’efficienza e la capacità investigativa della polizia dei vari paesi, principalmente di quella americana, ci offrono un florilegio di violenza di vario genere, complicati intrecci delinquenziali, ingegnosi espedienti per fabbricare cadaveri ed occultare delitti, così da dimostrare l’efficienza e la ingegnosità dei detectives di turno nell’assicurare alla giustizia i colpevoli: sarebbe come dire Superman del delitto perdono uno a zero di fronte ai Superman della polizia. Ma la sostanza del discorso rimane sempre l’accurata descrizione di atti di violenza di una società marcia in cui spesso i “giovani perversi”  sono protagonisti di fatti delinquenziali, salvo poi essere passati al setaccio di una équipe di specialisti che ne anatomizzano  l’anima sfoderando arzigogolate teorie psicologiche.. Quale messaggio  lanciano questi programmi a noi giovani? Che la violenza più efferata  offre occasione per fare programmi tv alle case produttrici, che evidentemente trovano nella loro offerta sul mercato  ottime remunerazioni, nonché alle televisioni che solleticando l’interesse morboso dei telespettatori ne vanno aumentando il numero, quindi la valorizzazione dei programmi e il prezzo della pubblicità che li precede, li segue e li  intervalla: tutto ciò è frutto della “ ingegnosità” degli adulti.; Sarebbe come dire i nostri padri pensosi delle nostre sorti future. Poiché sono tecnicamente ben fatti è logico che tali programmi attirino l’attenzione dei giovani e non più tali; ma pur ipotizzando che gli adulti, grazie alla loro esperienza di vita, li sappiano vedere con “spirito critico”, quale accoglienza si presume che facciano loro gli sprovveduti ed inesperti giovani? Non è forse un invito indiretto ad imitare le così ben descritte gesta dei protagonisti? I giovani, mentre si dilettano nella descrizione della violenza vinta dalla virtù poliziesca vengono forse automaticamente redenti e e positivamente motivati dall’immancabile finale in cui trionfa l’efficienza dei buone al servizio della società (che rimane marcia)? È un problema che da spettatore giovane fra i giovani mi pongo da tempo rispondendomi che il dio denaro giustifica ogni cosa. D’altra parte le stesse televisioni offrono tali spettacoli e magari, subito dopo, presentano una dotta dissertazione sui problemi giovanili che vedono alla ribalta gli specialisti dell’educazione, gli psicologi, i cultori del sacro in cerca di nuove interpretazioni e suggerimenti. Visto che sto parlando di TV i passando sul versante ludico della televisione quali messaggi trasmettono a noi giovani gli oceanici concerti dei divi urlatori contorsionisti  seminudi,  gli intrecci amorosi alla avanguardia dei sensi supportati dall’esibizione delle “attrezzature” corporea delle bellezze di turno, ivi comprese quelle incluse nell’Olimpo politico? Ma noi giovani dovremmo consolarci pensando che, per fortuna, ci sono gli specialisti educatori,  psichiatri pensosi,  sociologi che “interpretano” i segreti aspetti negativi della società, i politici che promettono di impegnarsi per risolvere tutto, e in primo luogo i problemi dei giovani; ma chissà perché i problemi rimangono sempre da tempo a tutto svantaggio proprio di noi giovani. A volte lo chiediamo ai nostri padri ma molti di essi allargano le braccia e ci dicono “Che vuoi farci? Oggi purtroppo il mondo va così; bisogna prenderlo per quello che è, cercando di difendersi come si può”. E ancora una volta siamo portati a concludere che certamente siamo noi giovani che non sappiamo esercitare sufficiente pazienza nel capire la realtà dei problemi, immaturi come siamo e incapaci di capire  il vero senso della vita quale la società, gestita  dagli adulti, ci trasmette ogni giorno. Purtroppo non abbiamo soldi altrimenti varrebbe la pena di tassarci per assicurare la sopravvivenza di centri specializzati nei corsi per i genitori e gli educatori.  

 

 

                                                                                                                                    Giacinto F.