NARCISISMO

 1) “Quelli lì sono i più migliori fra tutti i parrocchiani”; così un giorno una pia donna mi indicò  quelli che si interessano del consiglio parrocchiale, quelli che fanno il giornaletto mensile e gli altri di uno strettissimo gruppo che fa congrega con loro. Io che al loro confronto sono uno sprovveduto giovane, molto ingenuo,  confesso che la convinzione espressa da quella donna era così determinata che quasi quasi, al di là dell’italiano “popolare”, ero tentato in un primo tempo di crederlo anch’io. Ho quindi cercato di conoscere i componenti di questo “grumo di santità” e devo dire che sono rimasto un po’ deluso trovandoli molto sussiegosi, facili al giudizio, chiusi ad ogni  discussione sui problemi del momento, ad esempio la pedofilia, il sesso, il matrimonio dei preti… piuttosto schivi e pregiudizialmente scettici verso i giovani; principalmente assorti nella celebrazione dei santi traendo ispirazione dai libri che pastori “acculturati” continuamente offrono all’intelligente acquisto dei fedeli desiderosi di capire tutto della vita, e di disporre di molte elaborate formule di preghiera. E pensare che c’è chi dice che pregare più che parlare a Dio si tratta di ascoltarlo in silenzio,  perché Lui sa già quello che vogliamo dire. Anni fa, dopo essere andato agli esercizi spirituali di Sant’Ignazio, mi  sono innamorato di Gesù, e non mi vergogno a dirlo anche se potrebbe far ridere qualcuno dei miei coetanei atei per omologazione, per convinzione o per necessità. Beh, per farla breve , fra quegli atei “cattivoni e miscredenti” scopro a volte che c’è più umanità che fra “ i più migliori parrocchiani” tanto elogiati dalla mia interlocutrice. Sono un giovane “strabico” o siamo di fronte a un diffuso narcisismo spirituale che non depone certamente a favore dell’adesione al credo professato dai “più migliori”; per cui il numero dei cattivi e mediocri è destinato ad aumentare sempre più? A proposito di narcisismo anche in politica non si scherza, mi diceva un mio giovane amico che se ne interessa da tempo;  Infatti, spesso, parlando con i politici della sfiducia degli elettori che disertano le urne li si ode sentenziare  che la gente “ non capisce la politica”. Sembra che loro siano convinti di dare in pasto al pubblico le teorie di Einstein anziché possibili soluzioni dei problemi concreti che, riguardando la vita di tutti i giorni , dovrebbero essere facili da comprendere se espressi con umiltà, con un linguaggio semplice, senza pretesi voli pindarici, alla “parla come te magni” si direbbe in gergo; ma soprattutto parlando delle cose fatte e non di quelle che si promettono di fare.. Io sono propenso a credere  che questi narcisisti politici vivano duecento metri sopra il livello del mare; e mi chiedo angosciato: “noi giovani come possiamo fare per capire il loro difficile linguaggio, condividerlo, e se ce ne offrono l’occasione dare una mano a costruire questo Paese le cui “crepe”, se si allargano ancora di più, rischiano di condizionare negativamente il nostro avvenire?. Chi lo sa me lo dica e gli sarò eternamente grato, e con me i miei coetanei. Parola di giovani “sconsiderati”.

                                                                     

 

                                                                                                                                    Gian Luigi C.

 2) Ieri la professoressa di filosofia ci ha parlato del mito di Narciso invitandoci a farne oggetto di discussione fra noi. Parlandone con il gruppo di compagni ai quali mi lega un’intima amicizia subito abbiamo tutti convenuto nell’individuare fra i narcisi moderni in primo piano i politici.  Tornato a casa ho riferito il discorso a mio nonno che a suo tempo è stato insegnante di filosofia nei licei, mi ha detto che non è sempre stato così; che la storia del mio Paese ha conosciuto uomini politici di tutto rispetto per serietà e competenza che si distinguevano per fare quel che  sapevano e sapere quel che facevano: come dire che oggi si va un po’ a braccia,anche se  in qualche caso con molta buona volontà. Conveniva con me, a proposito di narcisismo dei politici, che molti fra quelli di oggi si distinguono per le ossessionanti presenze televisive, per gli insulti che si scambiano con dovizia spesso volgare, per una ostentata sicurezza in materie in cui spesso si rivelano incompetenti…  per il  parlar parole su tutto e su tutti facendo bella mostra di sé come uomini che sanno di “poter” mantenere ciò che promettono, salvo poi cambiare idealungo la strada dando la colpa agli “altri”, a volte esplicitamente dichiarando che l’elettore spesso non “capisce” la politica. E in genere sono assidui frequentatori dei social  media. Tornando alla discussione intavolata con i miei compagni devo dire che essa è proseguita anche fuori aula durante l’intervallo. La professoressa di filosofia, passandoci vicino per andare in un’altra aula, cogliendo al volo alcune nostre esternazioni  ci ha buttato lì questa  frase “ non vi pare che Facebook sia la più prolifica fabbrica dei moderni narcisi?”. Forse voleva alludere al fatto che noi giovani siamo assidui frequentatori di Facebook; però è anche vero che Facebook ed affini sono frequentatissimi anche dagli adulti! Siamo dunque tutti  narcisi? È proprio vero che noi giovani abbiamo tante cose da imparare. 

 

                                                                                                                                    FAUSTO R.