Per chi ha 16 anni --- o poco più

 1) Congratulazioni a te, prossimo elettore secondo la legge che stanno pensando di varare che ti conferirà, come è giusto, il diritto di voto. Ti viene finalmente riconosciuto il diritto di “pensare” la politica, di confrontarla con i tuoi ideali, di giudicare quanti la praticano, di considerare criticamente il contenuto di ciascun programma, di confrontarlo con le tue aspettative, di valutare l’attendibilità e serietà di quelli che te li propongono… È una prospettiva allettante e ricca di responsabilità giustamente basata sul riconoscimento della capacità dei giovani di “pensare”, poiché quella che conta non è l’età anagrafica bensì l’età della mente, in base alla quale si può essere più o meno maturi, esercitando consapevolmente anche il diritto di voto.

Attenzione però, stai per diventare terreno di caccia perché la politica si basa sui numeri e tra i cultori del voto sei destinato a contribuire ad un “cumulo” di numeri che daranno forza a questa o quella compagine politica, che sarà chiamata a decidere del tuo futuro.

I problemi che si pongono ad ogni elettore sono: come scegliere le fonti di informazione per inquadrare la realtà sulla quale il voto deve incidere, come ascoltare quelli che vanno per la maggiore sul mercato della politica e della cultura, come avere rispetto per tutti senza per questo diventare aprioristicamente acquiescenti lasciandosi impressionare o fuorviare dal ruolo ricoperto dagli interlocutori (cosa c’è dietro la facciata?), come distinguere il parlar parole dal parlar concetti, come distinguere il messaggio dal messaggero,… In parole povere come ragionare con la propria testa:  è bene cominciare a farlo quando si è giovani, creandosi una coscienza certa e seguendo coerentemente le certezze di coscienza raggiunte.Non è cosa da poco e le scelte errate ed affrettate hanno deluso molti rispetto a programmi diversi; non spaventarti comunque perché quelli che ti si presentano sono i problemi del vivere prima ancora di quelli del votare.

Se può esserti in qualche modo utile ti invito a consultare il mio studio“3 crisi di immagine e di consenso. Politica, Chiesa Cattolica, Pubblica Amministrazione sfiduciati dalla pubblica opinione. Come risalire la china” Questo studio evidenzia il rapporto, spesso sottovalutato, fra immagine e comunicazione, che concorrono a formare la pubblica opinione nei confronti dei tre soggetti in esso considerati: partiti e movimenti  politici, confessioni religiose , pubblica amministrazione. Il richiamo allo  stretto legame fra etica, tecnica e organizzazione, ed alla  interdipendenza dei problemi che ne caratterizzano la dinamica alimentano un ampio spettro di provocazioni  culturali che chiamano in causa la visione dell’uomo e della società, che sono alla base della qualità del vivere. Come tali vengono proposti  all’attenzione dei lettori, specialmente di quelli che di fronte al “fluttuare”del consenso stentano a capirne le ragioni. Tale studio è liberamente scaricabile dal sito leonardomontoli.com/titoli.

Sono fermamente convinto che il “rinnovamento” della società debba partire dai giovani per i quali ho reso disponibile il sito leonardomontoli.net (la ribalta dei giovani). Poiché per alimentare un reale  rinnovamento si tratta di riprendere a ragionare col pensiero critico ho ritenuto utile predisporre il sito leonardomontoli.org (pensare e saper pensare). A tutto ciò si aggiunge il blog vivere ragionando.

Credo che si tratti di un complesso di idee (ovviamente non pretendono di essere né la Bibbia né l’enciclopedia Treccani) che possono formare oggetto di dibattiti anche con i tuoi coetanei, nonché in circoli culturali gestiti da giovani, dai quali parta la proposta  critico-culturale diretta all’opinione pubblica, ancora purtroppo  legata ad una visione emotiva della realtà politica.

La Ribalta dei Giovani (leonardomontoli.net): in questo sito sarò ben lieto di ospitare il pensiero dei giovani potenziali elettori che potranno indirizzare i loro contributi a: leonardomontoli@fastwebnet.it.

Unica condizione per la pubblicazione è che la  redazione sia improntata al rispetto: non verrà pubblicato alcun messaggio contenente offese a persone, istituzioni, credi politici o religiosi. Lasciamo queste espressioni “stilistiche” ai ciarlatani in circolazione, che nulla hanno a che vedere con la serietà dei giovani, ai quali viene offerta l’occasione di impartire ai ciarlatani una lezione di stile.

Forza dunque, giovane potenziale elettore, scendi in campo sul difficile terreno dove gli uomini si formano attraverso la “fatica di pensare”. Nell’esercizio di tale fatica ti potrebbe essere utile leggere il libro di recente pubblicazione  “I discorsi che hanno cambiato il mondo” Edizioni White Star: tali discorsi confrontati con quelli dei politici di oggi, possono suggerire qualche utile  riflessione. E forse anche i testi contenuti nella rubrica  Uomo e Potere del sito leonatdomontoli.org (che non hanno ovviamente la pretesa di cambiare il mondo).

Alla tua età si affaccia anche il problema di Dio e della religione; quello di Dio chiama in causa la differenza fra esserci ed esistere, quello della religione (soprattutto oggi che la cronaca ci trasmette notizie su comportamenti non edificanti di rappresentanti ufficiali del sacro) ci impone di distinguere fra messaggio e messaggero.

A questo punto si pone il problema di come orientarsi fra tutto il materiale disponibile su Internet, al quale puoi attingere per trarne spunti di personale riflessione su vari argomenti; fermo restando il fatto che le convinzioni da raggiungere sono quelle maturate con l’elaborazione del “tuo” pensiero critico, ragionando con la “tua” testa.

Poiché sono disponibili:

A - uno studio (3 crisi di immagine e di consenso……) consultabile e scaricabile dal sito leonardomontoli.com/titoli; ogni paragrafo del testo è numerato. Lo studio contiene un elenco completo degli argomenti trattati con l’indicazione del numero di paragrafo e di quello della pagina in cui appare. Questo è l’indice dei capitoli:

Prefazione del Prof. Ermentini (docente universitario-psichiatra forense),introduzione, politica e relazioni pubbliche, istituzioni religiose e relazioni pubbliche, ente pubblico e relazioni pubbliche, una pausa di riflessione,relazioni pubbliche come strategia globale,relazioni pubbliche un termine da chiarire, i presupposti delle relazioni pubbliche, comunicazione-opinione-persuasione, conoscere e valutare correttamente, programmare consapevolmente, l’attuazione del programma.

 

B - il sito leonardomontoli.net (la ribalta dei giovani) nel quale le varie rubriche contengono testi progressivamente numerati. Le rubriche sono:

perché, narcisismo, per chi ha 16 anni…, lettere da papà, genitori, anziani, donna, amore, droga, cultura, scuola, lavoro, speranze, religione, politica, partecipazione, paranormale.

C - il sito leonardomontoli.org (pensare e saper pensare) nel quale le varie rubriche contengono testi progressivamente numerati. Le rubriche sono:

pensiero critico, male, uomo e potere, Francesco, fede, amore, sanità, ambiente, educazione, donna, terza età,lavoro

D – il sito leonardomontoli.com nel quale le varie rubriche contengono testi progressivamente numerati. Le rubriche sono:

riflessioni, politica 1, politica 2, pubblica amministrazione, giustizia, economia, scienza,paranormale, giovani, cultura, religione,relazioni pubbliche

E - il blog vivere ragionando nel quale i testi sono progressivamente numerati

 

Ne consegue che:

  • se voglio rimandare il lettore dello studio “3 crisi di……” al punto in cui si tratta (per esempio) l’argomento privilegiare la materia grigia scriverò A26-12 A (studio) 26 (numero paragrafo) 12 (numero pagina)

 

  • se voglio rimandare il lettore del sito leonardomontoli.net (la ribalta dei giovani) al punto della rubrica partecipazione in cui si parla del trattamento riservato ai giovani nei partiti

   scriverò B-partecipazione-1 B (sito giovani)- partecipazione(rubrica)- 1(primo blocco di testo)

Mi comporterò analogamente per gli altri due siti CeD

· se voglio rimandare il lettore del blog vivere ragionando al punto in cui in esso si tratta dell’argomento vita e morte.

scriverò E 6 E (blog vivere ragionando) 6 (argomento vita e morte)

 

In questo modo si potranno evitare lungaggini, ripetizioni e perdita di tempo. Incrociando gli argomenti se ritenuto necessario.

                                                                                                                                          L. Montoli

 2) La nostra è una società dal giudizio facile, pronta alla condanna e restia all’analisi della dinamica della colpa. Un ragazzo mio amico, tempo fa è finito in prigione per aver rubato non so cosa;, comunque doveva essere roba da poco perché ha preso  una condanna relativamente mite. Pur essendo nato e cresciuto in una famiglia di “balordi” frequentava seppure saltuariamente l’oratorio, lì dove abbiamo fatto amicizia giocando insieme al calcio. La condanna lo consegnò all’ostracismo parrocchiale, come delinquente , quindi non bravo come noi: giudizio questo che  conoscendo bene i componenti del gruppo giudicante, e qualche loro piccolo “segreto” non mi sentivo di condividere appieno. Un giorno, dopo che l’amico era uscito di prigione, lo incrociai per la strada; era un ragazzo timido con un corpo da lottatore cresciuto in una famiglia disgraziata; quando l’ho visto che camminava nella mia direzione a circa un  duecento metri verso di me, e capii che cercava di spostarsi sul marciapiede opposto evidentemente perché si vergognava di incontrarmi (io passavo per uno dei bravi ragazzi della compagnia oratoriale) mi affrettai a fargli un cenno con la mano e gli corsi incontro. Quando gli fui vicino mi venne spontaneo di stringergli la mano e di abbracciarlo quasi gridandogli “come stai?”,  con amichevole trasporto. Fu talmente sorpreso del mio comportamento che gli si inumidirono gli occhi e quel pianto trattenuto  non solo lo condivisi ma mi rimase dentro anche durante la notte. Avevo compiuto una operazione così straordinaria? mi chiedevo. Ci vollero alcuni giorni perché giungesse la risposta: la trovai leggendo per caso quel tratto del Vangelo in cui un samaritano trova lungo un sentiero un uomo malconcio, si ferma gli lava le ferite, lo conduce nel prossimo albergo e dice al padrone di dargli tutto ciò  di cui avrà bisogno, che poi al suo ritorno pagherà lui le spese. Prima del samaritano, è il Vangelo che lo dice, erano passati di fronte a quell’uomo malconcio un sacerdote e un levita: erano passati senza fermarsi. Ecco, mi dissi, “tu sei quel samaritano”; e questo mi fece sentire sulla stessa lunghezza d’onda di molti miei giovani amici, non credenti, che di nascosto fanno opere di carità.

                                                             

                                                                                                                                         Goffredo L.

 3) Si è celebrato poco tempo fa l’anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Quando ciò è avvenuto io non ero ancora nato e mi dispiace di non aver potuto assistervi in televisione come ha fatto mio padre il quale me ne parla con grande entusiasmo., Spiegandomi che tutto ciò è stato possibile grazie alle scoperte della scienza. Questo argomento è uno di quelli, intendo dire le scoperte scientifiche, è uno di quelli che mi appassiona da tempo e nello stesso tempo mi pone degli interrogativi ai quali non so rispondere: si spendono miliardi per andare sulla Luna, su Marte, e per altri scopi scientifici che certamente sono affascinanti. Però mi chiedo se tutti quei miliardi fossero spesi per aiutare i paesi sottosviluppati e impedire che milioni di persone patiscano la fame, il raggiungimento di tale obiettivo non sarebbe altrettanto valido dello sbarco lunare? Qualcuno mi dice che sono un giovane idealista che non capisce niente e che il mondo come lo vedo io starebbe sempre fermo per anni allo stesso palo. Adesso è il momento della celebrazione dell’intelligenza artificiale e delle sue applicazioni, è un fatto però che ogni scoperta scientifica ed ogni invenzione viene immediatamente utilizzata da altri per i propri scopi. Quelle di Fermi sono servite per produrre la bomba atomica, gli antibiotici hanno fatto crescere in modo esponenziale la popolazione mondiale, Internet ha rivoluzionato l’economia e la comunicazione ma anche lo stesso modo di pensare. Filosofi e scienziati sono spaventati dalle conseguenze imprevedibili del progresso tecnico: pensano alla manipolazione del genoma umano, quando il lavoro sarà compiuto da  robot, tre grandi potenze si sono impadroniti del Web Facebook, Google, Amazon;e fanno miliardi .Il protagonista del film “ 2001 Odissea nello spazio”,a suo tempo regalatomi da mio padre e che ho rivisto in questi giorni, per difendersi dal robot che ha imparato a  pensare al posto suo lo uccide. Il progresso scientifico del prossimo futuro nel quale si svolgerà la mia vita mi porrà il dilemma: diventare schiavo della scienza o uccidere le sue invenzioni? Ammesso che ne abbia il potere, il coraggio, e l’opportunità di farlo: cosa che fin d’ora dubito molto e che mi fa pensare a un avvenire non proprio  gioioso. Un mio amico mi dice che ho tempo da perdere a pensare queste cose e mi invita a giocare con lui sull’ultimo modello di telefonino che i nostri padri ci hanno regalato di comune accordo come premio per la promozione  avendo completato positivamente gli studi classici. La differenza è che il padre del mio amico è un industriale mentre il mio è un impiegato, ed è forse per questo che il mio mi ha insegnato a stare un po’ più con i piedi per terra: il che , non lo nego, non è del tutto svantaggioso visto che mi fa apprezzare la realtà non tutta concentrata nel telefonino di ultima generazione.

                                                                                                                                          Tiziano R.

 4) Sento dire che adesso vogliono darci il diritto di voto a 16 anni. Io ne ho 17 e frequento la prima liceo; devo dire però che la cosa mi lascia molto perplesso perché mi sento del tutto impreparato ad affrontare i problemi della politica esprimendo un giudizio attraverso il voto. Prova ne sia che a volte mi sento impreparato e impaurito di fronte ai fatti che la cronaca ci trasmette tutti i giorni e che io stesso vivo mio malgrado. Infatti io ho un cugino un po’ balordo, che ha pressappoco la mia età e va pazzo per la droga e per tutto ciò che è trasgressione. A volte cerco  di parlare dei miei problemi con i miei parenti, e un po’ perché forse non so esprimermi bene e compiutamente, un po’ perché loro non hanno la pazienza di ascoltarmi e vogliono subito interloquire togliendomi la parola di bocca: fatto sta che i miei problemi da tempo li porto con me e me li devo macinare dentro. Senza contare il fatto che quelli con i quali vorrei parlarne in casa sono quasi totalmente assorbiti dai “loro” problemi, che non sono pochi né piccoli, anche sul piano economico; quando vogliono evadere, o almeno così credo, li vedo rifugiarsi nella televisione e armeggiare col telefonino: proprio come faccio io quando non so da che parte voltarmi e mi sento stufo di affrontare tanti problemi. Almeno su Internet posso dire quello che voglio e a chi voglio, e posso mettermi in contatto con altri ragazzi che sono inguaiati  come me: si potrebbe dire  mal comune mezzo gaudio. Però quando mi ricordo di voler essere un ragazzo serio non sono contento della mia situazione: vorrei uscirne, ma non so come. E non è certo facendomi votare che possono aiutarmi a risolvere i miei problemi.

                                                                                                                                          Nando G.

 5) Votare certamente non solo non risolve i problemi dei giovani ma ne crea di nuovi e di non poco conto. Un po’ come quando(per parlare in termini di analogia) qualcuno dei vecchi ancora viventi si trovarono,  giovanissimi (13. 14. 15 anni) a dover fare i conti con i problemi di una guerra nella quale si trovarono immersi fino al collo e la loro giovinezza si trasformò in tragedia. Furono costretti a “pedalare” per sopravvivere, cercando in tutta fretta la soluzione ai problemi esistenziali che si tenevano dentro, veicolati dalla barbarie di una guerra che non riuscivano a capire, soprattutto di fronte ai cadaveri che incontravano ad ogni angolo di strada, specialmente nelle città teatro degli scontri più cruenti della guerra civile. L’età dei sogni  venne loro rubata e furono costretti a diventare “grandi” in fretta. Ciò premesso, e non per fare i martiri né tanto meno i saggi maestri, rimane il fatto che i giovani di oggi, devono imparare presto a “ragionare con la propria testa” se non vogliono lasciarsi strumentalizzare da uomini e cose, ivi compresa la politica. Il mondo odierno è pieno di “pensatori” che imperversano sui social network  dove essi riversano a profusione le loro sentenze di “tuttologi”  improvvisati dimenticando che il poter pensare non significa automaticamente “saper pensare”. Ma pensare si deve, con la propria testa per non soccombere;  ce lo insegna una maestra della sopravvivenza: quella Liliana Segre (ragazzina reduce da Auschwitz: una tragedia umana che insegna molte cose a chi le vuole imparare) nel suo recente  libro “scolpitelo nel vostro cuore”, che   tutti i giovani dovrebbero  leggere con grande attenzione. In questo libro Liliana rivolge ai giovani, ai quali esso è dedicato, queste parole “non dite mai che non ce la potete fare, non è vero. Ognuno di noi è fortissimo e responsabile di se stesso. Dobbiamo camminare nella vita, una gamba davanti all’altra, che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita. Questo vorrei dirvi.”  Il motore di questa marcia è un cervello che sa ragionare con onestà intellettuale,da uomo  libero.   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                          L. Montoli

 6) Pensare con la propria testa, camminare con una gamba davanti all’altra, va bene ma come si fa a saper pensare e su quale sentiero ci si deve incamminare con una gamba davanti all’altra? Oggi viviamo immersi nell’informazione, ed i moltissimi che ce la offrono a dosi massicce dicono di volerci educare con essa; ma a ben guardare le informazioni sono così ricche di contraddizioni fra loro da far girare la testa per cui, per quanta buona volontà ci si metta, non si può fare a meno di restare disorientati: ci vuole una bussola, qualcuno che non si preoccupi tanto di fare il “maestro” quanto piuttosto di offrirci la strada per cercare in modo onesto e intellettualmente libero, la verità, adottando quel ragionare con la “nostra”  testa che ci viene tanto raccomandato, spesso da chi, più o meno velatamente, cerca in realtà di farci ragionare con la “sua”. Allora nasce il problema di chi fidarsi.

                                                                                                                                              Nando

 7) - Ho compiuto 16 anni proprio in questi giorni e devo dire che ho la fortuna/sfortuna di vivere in una famiglia dove i miei tre fratelli più grandi si interessano attivamente di politica da posizioni diverse; ed anche mio padre parla spesso con loro di politica a tavola: io e mia madre di solito facciamo da spettatori. Ed io,  da qualche tempo a questa parte, li ascolto con maggiore attenzione cercando di capire qualcosa delle loro contrapposizioni ma devo dire che in verità la sola cosa che mi convince sempre di più è che  loro parlano molto, a volte anche litigando, ma sono d’accordo su ben poco. Quello che mi colpisce particolarmente è la frequenza con la quale si dicono l’un l’altro “tu non capisci cosa voglio dire”; come se usassero gli stessi termini ma con significato diverso. E allora mi viene fatto di chiedermi perché non si spiegano prima l’un l’altro il significato che attribuiscono ai termini che usano e che formano oggetto di così accalorate discussioni, che spesso finiscono con la scena che uno degli interlocutori si alza arrabbiato dal tavolo e dice agli altri “con te è inutile parlare perché non vuoi capire”; e tutto regolarmente finisce lì per ricominciare alla prossima puntata più o meno sulla stessa lunghezza d’onda. Quando ciò accade io e mia madre ci guardiamo in faccia e silenziosamente ci diciamo “ma perché non si spiegano prima invece di parlare a vanvera?”. Siccome le discussioni che fanno mi interessano sono un po’ disorientato di fronte a queste stroncature improvvise come se esistesse la incomunicabilità della politica. Mi chiedo, sgomento, come posso io, povero ignorante, scegliere una posizione politica se non posso capire le diverse posizioni dei miei fratelli che riguardano proprio la situazione in atto sulla quale penso che dovrò essere chiamato anch’io a pronunciarmi nel prossimo futuro. Se va avanti così al momento di votare mi dovrò dichiarare incapace di intendere e volere e quindi di non essere in grado di operare delle scelte. Colpa di chi? Certamente non mia, perché io vorrei essere un elettore consapevole,non disponibile a pensare come la pensa uno dei miei tre fratelli solo perché è più grande di me.

                                                                                                                                     Gianfranco M.

 8) Saper pensare e ragionare con la propria testa vuol dire adottare quel pensiero critico che solo ci può condurre ad una coscienza certa, offrendoci così la possibilità di operare coerentemente con le  certezze di coscienza raggiunte .Vale la pena di ricordare che il pensiero critico utlizza termini di cui ha ben chiaro il significato e che la chiarezza terminologica è la base sulla quale intesse i suoi costruttivi dialoghi. Perchè un dialogo risulti fruttuoso occorre infatti anzitutto chiarire se i dialoganti condividono o meno  il significato che ciascuno di essi  attribuisce ai termini  richiamati nel dialogo stesso:solo così anche le divergenze possono diventare costruttive, contribuendo al reciproco arricchimento culturale,altrimenti siamo di fronte a due irriducibili quanto infruttuosi monologhi.

                                                                                                                                           L. Montoli